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l'aquila vola ancora.
l'air force one si è levato in volo questa notte alle due, ora italiana, ed è atterrato a fiumicino. resterà sulla pista dell'aeroporto romano a disposizione fino al momento in cui il presidente barack obama salirà la scaletta. se mai questo succederà. sono ormai quarantotto ore che l'unità di crisi approntata a washington e roma, dopo il terremoto che ha fatto sprofondare nelle viscere della terra la scuola della guardia di finanza di l'aquila, non ha notizie del presidente e del suo staff. ancora ventiquattro ore e verrà attivata la procedura d'urgenza per il giuramento al senato del vice-presidente biden che assumerà provvisoriamente pieni poteri. ma non sono solo gli stati uniti ad affrontare una crisi politica senza precedenti, che sta mettendo in serio pericolo gli equilibri mondiali, altri sei paesi del g8 infatti si trovano senza una guida politica, con primi ministri, ministri, alti dirigenti di stato sprofondati insieme al palazzo in cui dormivano all'interno della scuola della guardia di finanza. solo l'italia e la russia, grazie al provvidenziale torcicollo che ha costretto il premier berlusconi e il presidente russo medvedev ad una notte a palazzo grazioli, salvando loro la vita, possono dire di avere istituzioni politiche nel pieno delle loro funzioni. il mondo è con il fiato sospeso, in attesa che le squadre di recupero provenienti da tutto il mondo forniscano qualche notizia sui grandi della terra, misteriosamente scomparsi nella gigantesca voragine dal diametro di cinquecento metri apertasi nella notte tra il 9 e il 10 luglio, e che sta richiamando geologi da tutto il mondo per sciogliere il mistero della sua formazione. come ha precisato l'istituo di geofisica infatti, un terremoto lieve come quello registrato nella notte tra giovedì e venerdì, terzo-quarto grado della scala mercalli, non può in alcun modo giustificare una voragine di quelle dimensioni. l'immane disastro, che per ironia della sorte ha colpito solo i grandi della terra riuniti per il g8, risparmiando le popolazioni abruzzesi già colpite dal terremoto, rischia di avere ripercussioni incalcolabili sulla stabilità politica ed economica del mondo come noi lo conosciamo. dalla farnesina fanno sapere che il presidente del consiglio è in ottima salute e attende con apprensione notizie dei colleghi dispersi. intanto movimenti di truppe pakistane ai confini con l'afghanistan hanno messo in preallarme il contingente americano-alleato, mentre nord corea e iran hanno ripetuto i lanci dei giorni scorsi, che già avevano suscitato le proteste delle cancellerie di tutto il mondo. le principali potenze occidentali sono senza un guida, in medio-oriente e in asia si assiste ad inquietanti movimenti di truppe e mezzi militari. nelle principali capitali africane con il passare delle ore le popolazioni stanno scendendo in piazza a protestare, invocando un nuovo ordine mondiale e interpretando quanto accaduto a l'aquila come un segno divino inconfutabile della nuova egemonia del terzo mondo sul primo. sul fronte delle ricerche, nonostante l'ottimismo del presidente del consiglio italiano, che in una conferenza stampa si sarebbe detto sicuro del ritrovamento di presidenti e primi ministri ("vedrete che mi ringrazieranno per avere perso un po' di peso in vista dell'estate" ha affermato berlusconi),le speranze di ritrovare vivi i principali leader mondiali si stanno affievolendo ora dopo ora. il mondo è letteralmente in un baratro da cui non sappiamo se e quando, ma soprattutto come, potrà mai uscire. Commenti
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