chamberwho
chamberlainn [chiocciola] gmail.com
commentario
chamberlain75 in racconto di natale
utente anonimo in racconto di natale
julka75 in racconto di natale
utente anonimo in racconto di natale
galatea72 in racconto di natale
utente anonimo in massimo d'alema dapp...
utente anonimo in tempesta di cervelli
VittoriaFeltri in tempesta di cervelli
utente anonimo in massimo d'alema dapp...
VittoriaFeltri in massimo d'alema dapp...

links
'o terremoto
7yearwinter
alice in città
appunti in punti
black hair
blogacolazione
chinaski
darfur for dummies
due o tre volte dopo i pasti
eiochemipensavo
franciomi
galatea
giovane cinefilo
hotel messico
la ila
le erinni
leonardo
liberamessina
macchianera
mauro biani
miskappa
nazione indiana
nuotonelpomeriggio
paulthewineguy
petunias
phonkmeister
piovono rane
qualcosadelgenere
spinoza
strangeblog 2.0
wittgenstein
woland
archivio
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006




visitato *loading*volte

credits
Layout by Enrychan
distribuito su DesignerStudio

 



novembre 30 2009


dopo aver letto il pezzo di leonardo e avere recuperato quello che si trova su carmilla sull'estradizione di cesare battisti, metto nero su bianco alcuni dubbi e perplessità, senza alcuna pretesa e senza alcuna definitività, visto che più ci penso e meno riesco ad avere le idee chiare.
primo pensiero: battisti è stato condannato con una sentenza passata in giudicato, si è sottratto al processo, è giusto che venga estradato in italia. magari farà un certo effetto vedere uno stato che, dopo tanti anni, pretende di eseguire la pena nei confronti di cesare battisti, ma è la stessa ragione per cui a distanza di trent'anni si celebrano processi per stragi e fatti di sangue.
questo il mio punto di partenza. poi, approfondendo la questione, qualche dubbio circa la consistenza delle prove a carico di battisti è inevitabile, ed è innegabile che in questo momento cesare battisti sia il maggiordomo perfetto, il cattivo su cui far confluire in ordine sparso una veemenza più che sospetta.
resta però il problema delle sentenze di condanna. cosa ne facciamo di quelle sentenze? battisti non va estradato perché è innocente o non va estradato perché non ha avuto un processo equo? le mettiamo in discussione attraverso strumenti diversi da quello previsto dal codice di procedura penale, la revisione, contestandone radicalmente presupposti, contenuti e valore?
leonardo scrive cose giuste quando dice che cesare battisti è un simbolo e come simbolo pagherà, aggiungo che pagherà probabilmente il suo essere poco telegenico. ma pagherà anche il fatto di essersi sottratto a un processo e essersi dato alla latitanza.

blaterato da chamberlain75 nelle categorie terrorismo, brasile, estradizione, cesare battisti alle ore 18:25 | link | commenti








al prossimo che dopo aver visto la prima linea mi parla di epica romantica del terrorismo arriva uno sputo in faccia. al prossimo che dopo aver visto la prima linea sostiene che comunque bisogna portare una certa forma di rispetto per chi, nel nome di un'utopia, ha messo in gioco il valore assoluto della vita rispondo sì, è vero, hanno messo in gioco la vita. peccato non fosse la loro ma quella di persone disarmate, e per la seconda legge di rojo se un uomo con una pistola incontra un uomo senza pistola, magari di spalle, l'uomo senza pistola è un uomo morto.

blaterato da chamberlain75 nelle categorie alle ore 00:01 | link | commenti






novembre 28 2009


secondo il giornale di feltri ci sarebbe un ricatto a sfondo sessuale con un video di alessandra mussolini.
ecco, nel caso, vorrei dire ai ricattatori che io mi arrendo senza porre condizioni.

blaterato da chamberlain75 nelle categorie mussolini, ricatto, feltri, filmato alle ore 19:49 | link | commenti






novembre 26 2009


gli abbracci spezzati. almodovar è uno di quei registi che tutti pensano di poter capire e quindi giudicare. è divertente, a volte sguaiato, nei suoi film si dicono tante parolacce e si scopa sempre parecchio. quando manca uno di questi elementi, o manca una checca divertente, il film di solito è "meno riuscito e non restituisce le atmosfere cui il regista spagnolo ci ha abituato"(cit.). insomma, se manca una checca urlante lo spettatore cinematografico si ritiene deluso e si sente legittimato a uscirsene con frasi del tipo "eh, carino, ma almodovar può fare di meglio". difficile quindi mi è stato, dopo il cinema, spiegare a un gruppo di carampane e sedicenti intellettuali che la cosa meravigliosamente poetica di questo film, per quanto mi riguarda, sono le tette di penelope cruz. e quando parlo di tette non intendo semplicemente un fatto anatomico con implicazioni sessuali, intendo dire che in questo film le tette di penelope cruz sono straordinariamente poetiche, non solo perché paradigma dell'oggettività del bello, ma soprattutto perché la nudità e il sesso, insieme alla morte, sono la verità contrapposte agli artifici e agli sdoppiamenti del cinema. afferrato questo concetto si può ritenere che giudicare meravigliose un paio di tette, al punto che potrebbero vivere di vita propria, non dovrebbe fare di me un maschilista retrogrado e gretto che svilisce la donna considerandola un contenitore di cui valutare la gradevolezza ai fini dell'acquisto, mancando così di rispetto a marie curie, rita levi montalcini e suor germana.

blaterato da chamberlain75 nelle categorie cinema, almodovar, gli abbracci spezzati alle ore 17:05 | link | commenti (2)






novembre 24 2009


"ho fame di verità e giustizia", disse lo gnomo scrollandosi le spalle dalla neve, "babbo, tu che sei onnisciente e tutto puoi vedere spiegami verità e giustizia".
il babbo si tolse l'ipod dalle cavità auricolari e, citando i def leppard, disse: "mio caro figliolo, libertà e giustizia sono quando un'infermiera ti dà una brutta notizia, una notizia di morte che implica scomparsa e decomposizione, tu le chiedi di concederti l'ultimo rapporto sessuale della tua vita, e lei te lo concede". lo gnomo non sembrava soddisfatto della risposta del vecchio babbo, così decise di recarsi dal sindaco leghista del proprio villaggio. "eccellenza, potrebbe spiegarmi cosa sono verità e giustizia?" disse lo gnomo chinando il capo dopo essersi timidamente scappellato, "caro gnomo, verità e giustizia sono quando gli gnomi vivono con gli gnomi, danno il lavoro agli gnomi e si sposano con gli gnomi". "e gli altri? che fine fanno?" "fanno la fine che vorrà il grande dio gnomo, ma è un problema loro". ancora una volta la risposta non aveva soddisfatto le sue attese. si chiedeva perché tutti gli parlassero di cose che con verità e giustizia non c'entravano un cazzo. fu così che lo gnomo, riempito un sacchetto con del pane di segale e una pignatta di fagioli, decise di partire per la grande città dove avrebbe incontrato il grande gnomo presidente, che certamente lo avrebbe illuminato su verità e giustizia. lungo il tragitto, attraversando i paesi del bosco che conducevano alla grande città, vide violenza, crudeltà, cattiveria, sodomia, e cominciò a pensare di averne un po' le palle piene. si viveva tutti d'amore e d'accordo un tempo, c'erano problemi ma ci si sopportava, invece adesso che erano arrivati i leghisti c'era tutta questa retorica dello straniero da cacciare perchè rovinava la magica atmosfera del bosco. attizzato dalla rabbia gli comparve in sogno il pusher gianguerino cafasso che gli disse "fai che io non sia morto invano. verità e giustizia saranno ristabilite quando scoprirai chi mi ha voluto così male". lo gnomo fu molto angosciato da quell'apparizione e non perse tempo, raccolse il suo pentolame e si rimise in cammino, l'unico che poteva dare risposte alle sue domande era il grande gnomo presidente. arrivato nella grande città si recò allora immediatamente a palazzo e bussò alla grande porta del capo del governo degli gnomi che lo invitò a entrare. era lo gnomo più piccolo che avesse mai visto, era davanti alla scrivania e toccava con una certa continuità una pianta di fico appoggiata sul suo divano, "grande gnomo presidente, mi onora il fatto che lei mi abbia ricevuto mentre è in tutt'altre faccende affaccendato, mi potrebbe finalmente spiegare in cosa consistono verità e giustizia nel nostro paese? perché io ho sete di verità e giustizia", il presidente lo guardò, si scrollò di dosso il fico che sembrava particolarmente insistente e disse "per la sete c'è dell'acqua in frigo, per verità e giustizia invece chieda al mio ministro. è lui che decide".
lo gnomo comprese la dura lezione di vita, si rimise il cappello e decise di tornare al villaggio dove visse per sempre chiuso nella sua cantina, sperando che un giorno, qualcuno, avrebbe bussato alla sua porta portandogli buone notizie.



blaterato da chamberlain75 nelle categorie alle ore 16:32 | link | commenti (1)






novembre 18 2009


sono stanco di firmare appelli, ho le dita incancrenite da questa esplosione di democrazia. non ne posso più di dover cliccare, inserire i miei dati anagrafici, aderire.
intendiamoci, l'idea di usare internet per prendere una posizione è una bella cosa, è confortante che esista una massa critica che ha il desiderio di distinguersi e contrapporsi all'andazzo imperante, e fino a qualche giorno fa aderivo a qualsiasi mi capitasse sotto tiro nella speranza di abbattere il nano nel minor tempo possibile, ma ho l'impressione che questa cosa degli appelli di repubblica, per esempio, stia diventando una spirale inarrestabile e pericolosa.
siamo tutti rosy bindi, rispettiamo le donne, berlusconi vattene, rispettiamo la costituzione, siamo tutti stravaganti, rispettiamo la libertà di stampa. mettete un dildo nei vostri cannoni, quante di queste raccolte di adesioni sono state veramente significative? quanti di questi appelli hanno avuto qualche effetto? quella in cui tutti mandavano la propria fotografia con il cartello "siamo tutti rosy bindi"?
tutto questo sottoscrivere, aderire, firmare, fotografare cartelli sta prendendo una brutta piega, sta diventando una conta, rassicurante e inclusiva, per guardarsi allo specchio e poter dire senza sensi di colpa “che mondo brutto che ho davanti”.
perché il mio problema è che un click ormai non lo nego a nessuno. mi sveglio, ancora incartapecorito dal sonno accendo il computer, controllo la posta, mando un paio di messaggi su twitter, cambio il mio status di facebook e poi sottoscrivo l'appello del giorno di repubblica, giusto per dimenticarmi di quello che ho sottoscritto ieri, faccio scorrere l'elenco delle adesioni per vedere se c'è qualcuno che conosco, vedo il mio nome e poi torno a scaricare porno amatoriali. anche per oggi ho dato il mio contributo alla democrazia e alla libertà in questo paese, adesso pensateci voi.

blaterato da chamberlain75 nelle categorie appelli, repubblica, sottoscrizioni alle ore 16:05 | link | commenti (3)