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chamberwho chamberlainn [chiocciola] gmail.com
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il riformista che sostiene, in un editoriale del suo sempre argutissimo direttore, come la campagna di feltri per l'abolizione del canone rai sia fondamentalmente una cosa di sinistra, e che la sinistra dovrebbe fare propria, dimostra di avere una capacità di capire al volo le situazioni degna di uno che, al funerale di un operaio divelto da una ruspa alta quindici metri, saluta la moglie del defunto sussurrandole "forza, tutti muoiono prima o poi". blaterato da chamberlain75
nelle categorie santoro, il giornale, libertà di stampa, il riformista, feltri, canone rai alle ore 13:02 | link
| commenti ![]() quando queste mollette avranno vent'anni e si accoppieranno, intrecciando corredi cromosomici e liquidi organici, ibridando, mischiando, incrociando, imbastardendo, meticciando, e tutto questo nelle gloriose roccaforti padane, probabilmente bossi, calderoli e borghezio saranno già morti. ed è tutto molto darwiniano. blaterato da chamberlain75
nelle categorie scuola, immigrazione, lega nord alle ore 00:41 | link
| commenti (4) tagliare un albero è già di per sé un gesto da coglioni, un po' come andare il sabato sera a rubare i cerchioni delle macchine parcheggiate sotto casa per metterli sulla peugeot 205 cabrio. tagliare un ulivo piantato in memoria di peppino impastato, lasciando un biglietto con scritto "Mé ché öle ü paghér" (io qui voglio un pino), invece, è un gesto da padani.
blaterato da chamberlain75
nelle categorie mafia, peppino impastato, ponteranica alle ore 13:32 | link
| commenti abbattete jaques rivette. abbattetelo, vi prego, perché non accada mai più che un povero cristo respinto dalla ressa del mercoledì di un cinema di provincia dove proiettano il film di woody allen, possa ritrovarsi, sospinto dalla voglia di andare al cinema, in una sala in cui proiettano un film di jaques rivette. avrei dovuto immaginare che l'associazione sergio "allontanatevi dal cinema finché siete in tempo" castellitto, jane "ricordatemi com'ero, che è meglio - sospiri" birkin e regista rincoglionito della nouvelle vague sarebbe stata letale. nella vita reale gli anziani ridotti in quelle condizioni stanno al parchetto accompagnati da badanti ucraine con le quali raggiungere vette estatiche insperate grazie a una furtiva e sospirata palpata, mandiamocelo. la nouvelle vague è stata una bella cosa, ma siamo nel 2010 perdio.
alla fine del film avevo le ragnatele sul cuore. blaterato da chamberlain75
nelle categorie cinema, sergio castellitto, questione di punti di vista, jaques rivette alle ore 11:30 | link
| commenti ieri sera, aprendo un vecchio scatolone di cd e cassette, mi sono ritrovato in mano un album di howard jones (cross that line, 1989). mi sono guardato allo specchio e ho cominciato a gridare: "perdio! howard jones, ma cosa cazzo ascoltavi? che adolescenza di merda hai avuto per ridurti ad howard hones? howard jones lo ascoltavano solo i pervertiti! tu, mio nonno e i pervertiti!" mi sono risposto che non ascoltavo solo quello, l'avevo comprato perchè mi piaceva la copertina e c'era una canzone che non era male, e poi che cazzo voleva? ogni musicista (allora mi consideravo un musicista) deve essere al passo con i tempi, deve conoscere tutta la musica e prendere spunto da tutto, anche dalla musica meno convenzionale. "meno convenzionale?! ma non dire cazzate, questa era merda, relitti degli anni ottanta che transitavano nei novanta spinti dai vapori della putrefazione!" ho ribattuto che un musicista deve saper filtrare, rielaborare tutta la musica, prendere dal basso e cercare una strada per portare in alto, in una forma di postmodernismo musicale applicata allo strumento. "ma come cazzo parli deficiente? ecco perché ascoltavi howard jones, chi cazzo ti credevi di essere, stockhausen? questa è gente che ha speculato su cervelli spappolati di persone che avevano come unico ideale nella vita quello di avere la macchina di supercar, e infatti sono gli stessi che oggi si schiantano nei fossi perché seguono il labiale dei navigatori satellitari! (magari con la voce di albertino, che fa tanto ridere. vediamo se ridi ancora quando ti trovi sepolto nel fango, con la bocca piena di merda e un braccio disarticolato)".
a questo punto ha cominciato a dar fuori di matto, ha preso lo scatolone con il disco di howard jones e tutto il resto e l'ha buttato fuori dalla finestra "Se trovo ancora merda del genere in casa mia, giuro che io ti ammazzo". adesso ho paura. non ha ancora visto i dischi di elton john. "votai anch'io, ma non per farli morire". davvero. non pensavo potesse succedere, non pensavo che mandare tutti quei ragazzi in afghanistan fosse così pericoloso, in fondo avevo votato una missione di pace. ero convinto che avrebbero piantato ulivi e oleandri, che sarebbero entrati trionfanti nei villaggi sventolando la nostra bandiera e che avrebbero corso nudi in mezzo a immense distese di campi di papavero, si sarebbero sposati con bellissime donne afghane con le quali avrebbero procreato e creato un piccolo universo di felicità. come gli ammutinati del bounty. peccato che il mio nome sia umberto bossi, e per metà abbia smesso di ragionare da tempo, mentre l'altra metà invece fosse già difettosa in partenza.
blaterato da chamberlain75
nelle categorie afghanistan, bossi, militari italiani alle ore 18:09 | link
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