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chamberwho chamberlainn [chiocciola] gmail.com
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la prima classe di un treno regionale non è molto diversa dalla seconda. Mentre in seconda classe c'è puzza di merda di cane , in prima classe c'è puzza di cadavere. Però fa più fresco.
succede che il governatore del south carolina, mark sanford, un discreto uomo di mezza età, sparisca per un fine settimana.
il primo giorno nessuno ci fa caso. il secondo giorno qualcuno comincia a preoccuparsi. il terzo giorno il suo principale avversario politico chiede cortesemente allo staff del governatore di mettersi in contatto con lui e la risposta è "mogrfrgdosiemkpf". succede che poi, finalmente, il governatore del south carolina torni nel ridente south carolina e tutti i parlamentari del south carolina siano parecchio incazzati, perché se n'era andato senza lasciare indicazioni sulla catena di comando e cazzate simili. che ne sarebbe stato del south carolina in caso di invasione da parte del north carolina? poi si è scoperto che il governatore del south carolina se n'era andato a Buenos Aires per incontrare la sua amante argentina. secondo voi quei buzzurri e ignoranti e i nostri licei sì che insegnano e loro non sanno la geografia dei cittadini del south carolina come l'hanno presa? OPZIONE A: i giornalisti hanno chiesto spiegazioni, il governatore ha detto "sticazzi, sono fatti privati, è solo gossip" ed è finita lì. tutti a mangiare pannocchie alla festa del grano di Rock Hill. OPZIONE B: i giornalisti non hanno chiesto un cazzo perché si sono detti: "sono fatti privati che non ci devono interessare, a noi ci deve interessare solo che il politico faccia le cose bene per il nostro luminoso paese quindi in culo a questa storia e parliamo delle pannocchie alla festa del grano di Rock Hill e Woodward ci fa una sega". OPZIONE C: giornalisti comunisti e pagati da alcuni sediziosi imam hanno fatto un culo quadro al governatore che ha indetto una conferenza stampa in cui ha dovuto confessare, davanti a cinquanta talebani, di avere una relazione extraconiugale e di essere scappato tre giorni in argentina con la sua manza. poi, inginocchiato sulle pannocchie, ha chiesto perdono a tutti, moglie, figli, elettori, si è scusato per la secessione, per la condanna di galileo, di non essere nero e per tutti gli otto anni della presidenza bush. e adesso è in prima pagina sul noto rotocalco di gossip "new york times" (che è tipo cronaca vera ma con i titoli scritti più piccoli). è che quando ti sei abituato a vivere in centovetrine certe cose ti fanno un baffo. basito lui, basita lei, macchina da presa fissa, luce un po' smarmellata e daje tutti che abbiamo fatto. "Dove cazzo ho messo la borsetta....."
"Forse è rimasta in bagno" "Sì,forse è in bagno, mi accompagni?" "E se arriva?" "Ha detto che doveva vedere un tizio, un industriale, ne avrà almeno per un quarto d'ora". "Vabbè, poi non trova nessuno, s'incazza e ci rimanda a casa pulite" "Non arriva stai tranquilla" "Vabbè, andiamo" Il corridoio di marmo rosa che portava al bagno le sembrava ogni volta più lungo. Era a piedi nudi e sentiva freddo, una puttana con i piedi freddi in casa del presidente del consiglio. C'era sicuramente chi stava peggio di lei, aveva pensato mentre camminava, veloce e silenziosa, tenendo Sara, che non conosceva ancora il palazzo, poco dietro di lei. Tutto era esattamente come se l'era sempre immaginato, un lussuoso palazzo per vecchi, arredato con roba da vecchi, pieno di legno, tappeti, ori e moquette color porpora, manco fosse una Chiesa. Ma forse era per far sentire a proprio agio quelli del Vaticano. E se doveva dirla tutta non aveva mai visto così tanti preti come in quelle tre volte a Palazzo Chigi. Il Nano era un bastardo, era lui che l'aveva portata per la prima volta a Roma promettendole centomilalire a botta, era la terza volta che si fermava e non aveva visto una lira. Il Presidente era una persona discreta, non era una bellezza ma era abbastanza dolce. E visto quello che c'era in giro tra i politici, anche solo correre il rischio di non essere menata per ora le bastava, non era il caso di fare la schizzinosa con il Nano. La borsetta era in bagno, appoggiata sulla tavoletta del cesso. La prese e tirò fuori il rossetto, si avvicinò allo specchio e si diede una ripassata alle labbra, mentre Sara la guardava. "Ci credo che il Presidente ti muore dietro, sei una favola" "Il Presidente non mi muore dietro, magari muore mentre scopiamo, ma allora sì che sarebbe un casino, ci pensi?" "Sarebbe un grandissimo casino, davvero. Probabilmente ti ucciderebbero per nascondere tutto, lo sai? Come quel giornalista che hanno fatto fuori. Oppure ti farebbero sparire, qualcosa di brutto insomma" "Lo so.." rispose con un filo di voce, perdendosi per un istante con lo sguardo nell'immagine riflessa nello specchio. "Ma questo mica muore, c'ha mille vite, questo è come il diavolo!" disse, chiudendo improvvisamente la borsetta e alzando decisa il tono di voce, come quando si trova improvvisamente il coraggio di fare qualcosa. Uscirono dal bagno. Il corridoio era ancora deserto, stranamente non era ancora passato nessuno dei servizi segreti a controllare dove fossero finite, ma non erano ancora trascorsi i dieci minuti di libertà che venivano concessi alle ospiti particolari. Si affrettarono per fare ritorno alla camera da letto e, come due bambine, si misero a correre seguendo con i piedi le venature del marmo, fino davanti alla porta della camera, che trovarono chiusa. "Cazzo, è arrivato..." "E adesso? Cosa faccio?" Sara era terrorizzata. Ma la prima volta è sempre così. Francesca allora le prese istintivamente la mano e le disse: "Stai tranquilla, vedrai, è un uomo dolce e la luce sarà spenta. Non ci vorrà molto..". Aprirono la porta lentamente, la stanza era buia, ma dalle persiane di una finestra filtravano deboli raggi di luce. E Sara poté distinguere nitidamente il profilo di un uomo nudo seduto sul letto, in controluce, come disegnato nell'aria, quel profilo inconfondibile che aveva visto tante volte sui giornali. E' proprio brutto, pensò, ma per centomila lire... altro difetto del vivere in un quartiere multietnico è che un tranquillo sabato mattina può improvvisamente trasformarsi in un film di kusturica.
il carmine è un pericolosissimo quartiere bresciano, pieno di extracomunitari con dei pericolosissimi e indecorosi negozi di extracomunitari che nascondono chissà quali loschi traffici. gli abitanti del carmine sono dei pezzenti, dei terroristi internazionali, dei drogati o dei transessuali. ma il vero abitante del carmine è tutte e quattro le cose insieme senza il permesso di soggiorno.
ah, dimenticavo. al carmine abitano pure gli italiani stupidi che non si sono ancora resi conto di dove stiamo andando a finire e che, disprezzando i propri connazionali e mostrando un notevole sprezzo del pericolo, hanno scelto di mettere ogni giorno a repentaglio la propria vita e quella dei propri figli, scegliendo di vivere in un quartiere così pericoloso. io sono molto stupido. il carmine è talmente pericoloso che sono quattro anni che ci abito e, dovete credermi, sono quattro anni, millequattrocentosessanta giorni, che ogni santo giorno che ritorno a casa sono terrorizzato dall'idea che possa succedermi qualcosa. con quello che si vede ai telegiornali. non mi è ancora successo niente, ma vivere nella paura, alla lunga, ti divora. il principale difetto di un quartiere multietnico è sicuramente che ci vivono un sacco di stranieri. ma un sacco. e ormai sono numerosi, molesti e rumorosi. pensate che invece di starsene a casa a guardare la televisione (e ce l'hanno la televisione, visto il numero impressionante di antenne satellitari) queste persone escono, vanno per strada, in piazza, si siedono sulle panchine a bivaccare, così, senza una ragione. e si mettono a parlare sempre con un tono di voce troppo alto, e poi pisciano sui muri e fanno gli schiamazzi. e non riesci nemmeno a capire cosa si stanno dicendo, metti che stanno pianificando di rubarti la vespa o, che so io, di islamizzare la parrocchia e nessuno se ne rende conto. tra i difetti del vivere in un quartiere multietnico c'è sicuramente quello che quando l'italia perde uno a zero con l'egitto in una partita inutile non si dorme un cazzo. e la mattina i tuoi fruttivendoli ti prendono pure per il culo. |