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chamberwho chamberlainn [chiocciola] gmail.com
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aperture, prime pagine e approfondimenti per la vittoria di vladimir luxuria all'isola dei famosi.
praticamente niente per l'apertura del processo per la strage di piazza della loggia in cui sono imputati un ex generale dei carabinieri, un ex onorevole della repubblica, un paio di infiltrati dei servizi segreti civili e militari, un italiano diventato giapponese. servitori dello stato che attaccano lo stato, secondo il capo d'imputazione. capisco che arrivare trentaquattro anni dopo non sia il massimo del tempismo, ma bisogna dire che qualcuno o qualcosa ci si è messo di mezzo per far passare tutto questo tempo. però sarebbe bello vivere in un paese che, nonostante i trentaquattro anni, fosse capace di farsi trovare inaspettatamente pronto, come uno che ha dormito vestito e si sveglia di soprassalto, con la schiena dritta, solo un po' indolenzita per i trentaquattro anni passati sulla sedia, pronto a ricordare che ci ricordiamo. e a pretendere una risposta a quella famosa domanda. invece siamo un paese che si è già dimenticato da tempo di avere fatto delle domande, confuso per non avere ancora ben capito se luxuria è un uomo che è diventato una donna o viceversa. blaterato da chamberlain75
nelle categorie cronaca, processo, strage di piazza della loggia alle ore 21:37 | link
| commenti (4) ![]() ![]() continua l'inspiegabile protesta dei giovani fannulloni contro i baroni.
romano uccide rumeno
si può morire tra l'impotenza di chi ci assiste e la disperazione di chi abbandoniamo.
si può morire di schianto, come un ramo che si spezza, oppure sfibrati da una malattia incurabile. si può morire facendo quello per cui si è vissuta una vita, si può morire da dio come muore una grande cantante che ha dedicato la vita agli emarginati del mondo, oppure nel peggiore dei modi. su una spiaggia con la gente che continua a prendere il sole. si può morire senza che necessariamente tutto l'universo mondo si interessi alla nostra morte e anzi, di solito si muore e non gliene frega niente a nessuno. si può morire senza che si debba chiedere il permesso ad un giudice, senza che passino quattro programmi di prima serata per valutare se sia il caso che noi si muoia o se siamo destinati all'immortalità.come andreotti. senza che presunti amici spuntino fuori dal nulla e si professino amici per averci parlato un paio di volte, rivolgendoci poi un appello per la nostra sopravvivenza che in fondo la vita è bella. insomma si può morire senza che nessuno debba per forza farsi i cazzi nostri. si può morire così, serenamente, in questo porco mondo, grazie alla più alta espressione di egualitarismo della nostra esistenza. la verità è che si può morire. tutti. tranne una.
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