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chamberwho chamberlainn [chiocciola] gmail.com
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oggi a brescia le fontane sono rosa, rosse e blu.
intanto licio gelli va a fare un programma televisivo su odeon tv. al di là del fatto che ero convinto che fosse già da tempo sotto un paio di metri di terra, a spingere le margherite ricoperto di vermi, mi chiedo cosa stiano aspettando i maghi dei palinsesti a far condurre la talpa a giovanni brusca. comunque in questo paese tutto torna. blaterato da chamberlain75
nelle categorie brescia, licio gelli, fontane colorate alle ore 12:35 | link
| commenti (1) a volte vorrei svegliarmi, aprire gli occhi, e scoprire di essermi trasformato in una piccola dittatura sudamericana. vorrei alzarmi dal letto e ritrovarmi nella foresta amazzonica, con addosso una tuta mimetica e un cappellino verde. kissinger e nixon, silenziosi ma incazzati come bufali, ai piedi del letto. mentre io, dopo una colazione frugale a base di banane seccate, mi rivolgo alla popolazione annunciando una nuova rivoluzione sociale.
e invece mi sveglio a casa mia, nel mio quartiere multietnico dove quelli che ci vivono ci stanno da dio, mentre quelli che ci passano una volta ogni tanto, si lamentano perché è pericoloso, sporco e insicuro. e così i vigili urbani fanno le ronde, e magari chiudono il doner kebab dove potevi trovare il migliore kebab della città. e questo per colpa di qualche onesto e ordinato cittadino che, magari, abita in una villetta a schiera con trenta metri quadrati di giardino in un ordinatissimo quartiere residenziale di periferia, con degli ordinatissimi vicini, dove la cosa più pericolosa che può capitargli è quella di mettersi a pensare. se fossi una piccola dittatura sudamericana potrei impedire alle persone di rivolgermi la parola con la minaccia delle armi, evitando di perdere del tempo prezioso ascoltando quelli che si lamentano perché la città non è più sicura. perché vent'anni fa, quando venivi rapinato e picchiato, lo facevano gli italiani, mica i rumeni come adesso. primitivi. se fossi una piccola dittatura sudamericana prenderei queste persone e le farei portare al mio cospetto dal piccolo esercito di fedelissimi disposto a morire per la causa, la mia guardia personale, e chiederei loro: "cosa ne pensi di quelli che fanno il kebab?". potrei destinare alla fucilazione tutti quelli che mi rispondono che non sopportano tutte quelle spezie e quegli odori troppo forti, mentre potrei far torturare tutti quelli che iniziano la frase con "non ho niente contro di loro però...". se fossi una piccola dittatura sudamericana. invece sono un cittadino italiano, un repubblicano democratico fondato sul lavoro, credo nella democrazia e rispetto la costituzione, e mai come oggi mi rendo conto di quanto sia uno sforzo disumano rispettare il pensiero di persone che non si rispettano. se fossi una piccola dittatura sudamericana potrei finalmente dare in pasto ai piranha tutti quelli che brindano con un bicchiere di spumante per avere raso al suolo un campo nomadi. perché quando voltaire diceva di essere disposto a morire perché voi possiate continuare ad affermare le vostre idee, voltaire intendeva qualcosa di più evoluto e strutturato di qualche informe gorgoglio celtico inurbano, esalato da un organo interno di dubbia utilità, tipo la milza. li potrei mandare tutti nella foresta amazzonica a costruire teatri dell'opera, magari facendogli trascinare avanti e indietro un bel traghetto. ecco, se fossi una piccola dittatura sudamericana non mi dovrei preoccupare di questi infingimenti, per cui devo rispettare tutte queste stronzate. se fossi una piccola dittature sudamericana. ma non lo sono. e sono cazzi amari. - Lo sai che esce il nuovo disco dei Guns?
- Ma va? Davvero? - Oh, c'hanno messo quattordici anni per registrarlo.. - Minchia. E quanto cazzo dura? berlusconi in cina: "sono qui per imparare" blaterato da chamberlain75
nelle categorie musica, politica, berlusconi, gunsnroses, chinese democracy alle ore 21:55 | link
| commenti mai come oggi, in un paese che sta perdendo la propria identità, recuperare le antiche radici smarrite attraverso le rievocazioni storiche è una scelta vincente. la battaglia di maclodio, la pace fra trinitari e crociati, l'assedio di revello, sono manifestazioni che da sempre raccolgono una fitta schiera di appassionati e di nostalgici e che sollevano anno dopo anno un crescente interesse. bandiere colorate, cavalieri, spade di legno, belle dame del castello che aspettano l'arrivo dei longobardi per abbandonarsi a orge incontrollate.
si inserisce perfettamente in questa tendenza alla valorizzazione delle identità locali e delle fondamenta culturali e storiche di questo paese, la proposta del presidente emerito francesco cossiga di ricostruire quei magnifici e ineguagliabili anni che sono stati gli anni settanta in italia. botte da orbi, pistole, coltelli, teste spaccate come melegrane, sangue che bagna l'asfalto, manganelli che pestano carne come fosse uva da vendemmiare. porte divelte, bottiglie incendiarie, pezzi di asfalto divelti e scagliati contro la polizia in assetto di guerra. la rievocazione di valle giulia, interpretata da attori non professionisti pescati nelle scuole, nelle università e nelle caserme di polizia è una proposta suggestiva e fa piacere che raccolga tanto entusiasmo anche tra i più vecchietti. è passato tanto tempo da quando cossiga era il ministro dell'interno, il malvisto kossiga con la kappa, ma la storia, e soprattutto il tempo, sono galantuomini ed ecco che finalmente i freni inibitori sono venuti meno e tra un pannolone e l'altro il senatore, ricordando i bei tempi andati, spiega finalmente cosa cazzo avevano in testa. ![]() Francesco Cossiga sul Quotidiano Nazionale di oggi nota: il problema serio con cossiga è che ormai non si riesce più a capire quando dice la verità per il gusto di provocare, facendo passare per provocazioni la verità, e quando invece dice semplicemente la verità e tutti pensano che dica cazzate per provocazione.
(anche su Piovono Rane) blaterato da chamberlain75
nelle categorie politica, scuola, manifestazioni, polizia, cossiga alle ore 12:37 | link
| commenti (1) ![]() effettivamente faceva dei film veramente brutti. blaterato da chamberlain75
nelle categorie cinema, minghella, anthony minghella, serial killer cinematografici alle ore 12:16 | link
| commenti "Onorevole Cota, lei non pensi per me, pensi per lei che mi sembra faccia già abbastanza fatica"
L'infedele, 20 ottobre 2008, Gad Lerner sentire gli onorevoli leghisti parlare di classi separate per quei teneri piccoli negretti che non parlano una parola di italiano, per aiutarli nell'integrazione con la nostra cultura e con le nostre usanze, e per non rallentare i nostri piccoli eratostene che sono intelligenti e altrimenti rimangono indietro, e magari arrivano al liceo senza avere imparato i precetti della simbologia celtica, l'origine del sole della padania, come si fa la panada, quanti affluenti ha il dio po, fa un certo effetto. diciamo lo stesso effetto che avrebbe fatto sentire erode il grande dissertare dell'oggettiva utilità per il popolo della galilea del bonus bebé. blaterato da chamberlain75
nelle categorie politica, immigrazione, classi separate alle ore 16:40 | link
| commenti (1) |