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chamberwho chamberlainn [chiocciola] gmail.com
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mi pare che qualsiasi giudizio critico sul valore artistico della fiction di canale 5 "il capo dei capi", che racconta la vita e le gesta del clan dei corleonesi e del suo capo supremo salvatore riina, non possa prescindere dalla scelta stilistica adottata dagli autori per cui, come ne "i ragazzi della 3C" gli studenti di liceo erano interpretati da dei trentenni passatelli, così in questa serie si è voluto che il protagonista, che negli anni novanta aveva più di sessant'anni e pesava almeno cento kg, fosse interpretato da un bambino truccato da anziano con un cuscino sulla pancia.
blaterato da chamberlain75
nelle categorie fiction, televisione, totò riina, i ragazzi della terza c, il capo dei capi alle ore 11:21 | link
| commenti (1) - Credi nell'amore a prima vista? -
- Credo nella confusione - Paul Newman - From the terrace, 1960 blaterato da chamberlain75
nelle categorie cinema, paul newman, from the terrace alle ore 11:37 | link
| commenti (2) mi capita spesso di trovare una canzone che, per qualche ragione misteriosa, diventa un disturbo ossessivo dal quale non riesco a separarmi fino a quando non ne sono nauseato; e la nausea può sopraggiungere dopo un giorno come dopo due settimane, solo allora riesco ad elaborare il lutto ed a sostituirla con un'altra canzone.
la canzone che mi ossessiona di solito arriva all'improvviso e spesso non ha niente a che vedere con il mio gusto musicale, affinato da un faticoso lavoro durato anni vista la mia sostanziale grettezza. l'ossessione nasce così spontanea ed improvvisa che a volte è pericolosa, tanto che devo stare attento a non indulgere nell'ascolto di certi cantanti perché, in fondo, basta un attimo di distrazione per ritrovarsi con gigi d'alessio in cuffia a tutto volume. ma devo dire che gli anticorpi creati in questi anni funzionano abbastanza bene e la maggior parte delle volte la canzone ossessiva è sempre una bella canzone. da due giorni sono in fissa permanente con "no one" di alicia keys, ma non proprio con tutta la canzone che è comunque bella, con un pezzettino. a parte l'arrangiamento discutibile, l'inizio in fotocopia da "with or without you", quelle specie di tromboni a far da contrappunto, c'è un momento al secondo 33 della canzone, quando canta per la prima volta la frase "you and me together...." che questa ragazza tira fuori una voce, un passaggio, che non so nemmeno io come definire, ai limiti dell'esperienza mistica, del soffio divino, della serie se dio cantasse (per molti già lo fa) potrebbe cantare così. non è niente di incredibile, nessun virtuosismo, è solo una leggera raucedine, un impercettibile sforzo della voce nell'affrontare quel passaggio, ma che riesce a racchiudere in una sola imperfezione tutta la forza espressiva che solo le grandi voci hanno e che si staglia sul piattume della perfezione, della linearità circolare. e dei computer che fanno il resto. blaterato da chamberlain75
nelle categorie musica, dipendenze, alicia keys, no one alle ore 17:03 | link
| commenti (2) ....e adesso non c'è più.
blaterato da chamberlain75
nelle categorie cronaca, unabomber, perizia, zornitta alle ore 13:01 | link
| commenti ![]() - Werner Herzog - blaterato da chamberlain75
nelle categorie varie, arte, werner herzog alle ore 09:33 | link
| commenti entusiasmo è l'unica parola che riesce a descrivere cosa penso di across the universe di julie taymor. è un musical in stile moulin rouge, in cui le canzoni non si limitano ad essere la colonna sonora della storia, le canzoni sono la storia stessa. e la storia è scritta con le canzoni dei beatles ed i protagonisti, tanto per intenderci, si chiamano jude e lucy. e non è che puoi aspettarti guerra e pace. il film racconta della storia d'amore tra un giovane operaio di liverpool fuggito in inghilterra per ritrovare il padre che l'ha abbandonato ed una ragazza della borghesia ivy league della provincia americana il cui ragazzo muore nella guerra del vietnam. si ritroveranno nella new york del 1968 tra musica, arte, vietnam, protesta studentesca per un grande viaggio sulla camionetta colorata dell'amore, si sentiranno al centro del mondo fino ad un drammatico distacco. la new york di julie taymor è beat, colorata, piena di citazioni e di rimandi, i personaggi sono janis joplin, jimi hendrix, i poeti della beat generation, il tutto raccontato con i versi delle canzoni dei beatles in modo entusiasmante e persino con dei balletti sopportabili.anzi,belli. l'idea di fondo rischia di essere anche il limite del film, e si arriva ad un punto in cui ci si chiede come andrà avanti la storia, ci si dice che il gioco di rimandi e canzoni alla lunga rischia di diventare ripetitivo e fine a sé stesso, risolvendosi in un "chissà che canzone ci mette adesso", ma basta farci entrare in un tendone, con uno dei trip circensi più belli che si siano mai visti e da quel momento ci si lascia trascinare dall'entusiasmo e da canzoni che acquistano una forza indescrivibile, grazie soprattutto alle invenzioni visive della taymor, a tratti geniale (I want to hold your hand in versione omosex e Strawberry Field Forever metafora della strage del Vietnam). non è un film perfetto ma chissenefrega, tra i non perfetti è un film bellissimo, coinvolgente e in certi momenti visivamente meraviglioso, ci sono un paio di camei da strapparsi i vestiti (uno su tutti, joe cocker che fa il pezzente in metropolitana e uno si dice che ci è nato per quel ruolo, il meno evidente è un philip seymour hoffmann in versione stomp tra le strade di liverpool). across the universe è uno di quei film che quando esci dal cinema e ti ritrovi nell'umida foschia di una notte di fine novembre tra le strade deserte della città, dopo avere provato anche solo per un secondo, grazie a canzoni e ad immagini, l'energia dirompente di quegli anni e di quel mondo, non può che farti cadere in uno stato di depressione incontenibile. ma il film è bellissimo.
blaterato da chamberlain75
nelle categorie recensioni, cinema, beatles, across the universe, julie taymor alle ore 16:35 | link
| commenti (4) |