a los angeles è iniziata una guerra tra gangs hispaniche e gangs afroamericane.
le gangs di los angeles raccolgono circa venticinque mila persone e fanno più o meno un morto al giorno, oltre ad una serie infinita di altri reati come rapine, furti nelle abitazioni, violenze sessuali.
alcune sono crips gangs (caratterizzate dal blu) altre sono bloodsgangs (ed usano il rosso come colore distintivo); sono legate essenzialmente da comunanza etnica ma si riuniscono anche solo per motivi di mercato (principalmente armi e droga)
sul sito del los angeles police departmentsi trova tutto quello che c’è da sapere sulle gangs.
se invece vi doveste trasferire a LA ed avete un teenager in famiglia ecco alcuni preziosi consigli della polizia locale, in particolare
dieci segni che vostro figlio (forse) è in una gang
nella sua stanza trovate graffiti di gangs o altri oggetti come libri, poster che parlano delle gangs;
indossa abitualmente uniformi di gangs o i colori delle gangs;
fa uso eccessivo di linguaggio scurrile;
usa segnali con le mani per comunicare con i suoi “amici” (altri membri della gang);
possiede fotografie che mostrano gangs, nomi delle gangs, attività delle gangs, segni distintivi delle gangs;
afferma di non appartenere ad una gang;
testimoni dichiarano che fa parte di una gang o che ha posto in essere attività tipiche di una gang;
quando l’aereo inizia a scendere sopra mexico city non si può non restare sbalorditi contemplando quella specie di infinito albero di natale disteso, quel tappeto di luci interminabili, una città che continua a crescere misteriosamente. così, quando dopo tredici minuti l’aereo atterra, la città è cambiata mille volte, senza nemmeno volerlo, ed è già diventata diversa da se stessa.
è una città interminabile con i vicoli che non finiscono mai. nascono sempre nuovi quartieri quando si va in cerca di quelli vecchi e improvvisamente compaiono altri parchi che si riempiono di terra e di bambini.
in due giorni non impari a riconoscere neppure l’ombelico di questa città, ma puoi fartene un’idea percorrendo avenida insorgentes per rivivere tutta la storia soffertaed incredibile di questo paese, fermarti a sentire gli odori delle mille taquerias sparpagliate lungo il paseo de la reforma con il vento caldo che sembra spingerti oltre, mentre in sottofondo suona uno dei sette mambi di perez prado. opppure puoi fermarti su una panchina isolata del parque de la madre a leggere, mentre la città esplode per il caldo, il rumore, l’aria malata.
e quando scende la sera e lo smog regala al tramonto una luce innaturale ed angosciante, puoi ripercorrere l’avenida juarez contemplando le coppie che affondano nell’oscurità dell’alameda. secondo manzanera e i suoi boleri l’amore a città del messico se ne va perduto per gli angoli delle strade. e forse lo puoi intravedere soltanto dall’alto, quando guardi questo immenso albero di natale dal piano più alto della torre più alta del palazzo plateas. forse.
grazie a paco, olga e hector per avermi fatto da guida. bisognerà andarci, un giorno, a città del messico.