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chamberwho chamberlainn [chiocciola] gmail.com
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"mpf mpf gretf pofl"
"cosa dici umberto?" "il capo dice che questa storia dell'internet è una cagata" "in che senso?" "mpfh mpsh kejhk" "..." "nel senso che non capisce per quale ragione dovremmo spendere 800 milioni di euro per l'internet per far vedere i porno sul computer" "beh, ma internet non serve solo a quello, è un mezzo fondamentale per lo sviluppo delle imprese" "mpfmp dpmf mfmp" "dice che è vero" "ah, dicevo" "mpfhpk shoh" "dice che serve anche per giocare a world of warcraft" "beh, umberto, mi dispiace ma questa volta non ti posso seguire. lo avevamo promesso, sono stanco di accettare questi insopportabili veti verso l'azione di governo, il popolo mi ha eletto e mi chiede di rispettare il patto elettorale e le promesse della campagna elettorale. se abbiamo promesso la banda larga, faremo la banda larga, serve a questo paese, serve alle piccole e medie imprese, crea posti di lavoro e rappresenta un'infrastruttura necessaria per restare al passo con gli altri paesi europei, e se qualcuno non è d'accordo sappia che sono pronto a trarre conseguenze estreme dalle vostre opposizioni" "mpf mpf mpf" "cos'ha detto?" "ha detto minorenni" "benissimo, allora direi che quegli 800 milioni potremmo destinarli altrove lasciando in sospeso il progetto di banda larga, ho giusto sotto gli occhi alcuni progetti per l'allevamento su scala nazionale di piccioni viaggiatori lombardi" "mmmpmm! mmpmmm!" "dice evviva i piccioni simbolo della padania" "ma i piccioni non sono il simbolo della padania" "da adesso sì" "tutti favorevoli? bene, bene, il consiglio dei ministri approva". blaterato da chamberlain75
nelle categorie internet, governo, banda larga alle ore 15:51 | link
| commenti se parliamo di tradizioni, cultura e di "comune sentire", se parliamo della nostra arte, della nostra letteratura, se parliamo di sentimenti che ci pervadono e se affermiamo che cancellare il passato e la tradizione è sbagliato allora, scusate, ma io in classe ci voglio appesa anche una foto dei bitols.
durante la prima guerra del golfo i supermercati venivano presi d'assalto da centinaia di persone soggiogate dal panico, che si mettevano in fila con i carrelli pieni di roba sperando così di sopravvivere a possibili bombardamenti iracheni. la paura era alimentata dai telegiornali, mentre la diffusione costante delle notizie faceva sì che nessuno si domandasse se il pericolo fosse concreto o se, invece, tra gli obiettivi sensibili fossimo considerati alla stregua delle antille olandesi. la prima guerra in diretta faceva quell'effetto e sembrava incredibilmente vicina, con effetti devastanti sulla salute mentale della popolazione.
le cose non sono cambiate e anche oggi bastano poche parole d'ordine perché gente che fino a ieri aveva come massimo riferimento della politica internazionale zlatan ibrahimovic assuma improvvisamente le sembianze di samuel huntington, spiattellando tra un cappuccino e un bianco l'analisi delle possibili conseguenze dell'attività militare in quella zona, le reazioni degli stati limitrofi, il mossad, la quarta intifada e le bombe nucleari portatili. nelle situazioni di tensione siamo un paese che tende al panico, questo si sa, ma vallo a spiegare alle folle che invadevano i supermercati che non esisteva, in caso di guerra, un comportamento più sbagliato di quello, vallo a spiegare a quelli che in caso di crisi finanziaria si mettono in fila fuori dalle banche per chiudere il conto corrente che non c'è modo migliore per mandare tutto definitivamente a puttane. si chiama "tirannia delle piccole scelte" ed è quel magico momento in cui tutti cominciano a fare delle stronzate e ti trovi nella condizione di doverle fare necessariamente anche tu, per non pensare di avere fatto una stronzata. tutto questo solo per dire che apprezzo i tentativi di tranquillizzarmi sul fatto che l'influenza A sia assolutamente innocua e possa diventare letale soltanto per chi ha già in atto delle complicazioni. apprezzo davvero che lo si dica e mi si inviti alla calma, a non affollare il pronto soccorso pretendendo di essere vaccinato, a mantenere comportamenti sobri evitando di girare nudo per le strade annunciando che la fine è giunta, grazie davvero. ma perché io sia veramente tranquillo queste complicazioni di cui si parla devono essere che tizio è morto di influenza A ma era appena stato investito da un sei assi Iveco; caia è deceduta oggi all'ospedale a causa di un colpo di arma da fuoco. ah, la signora era stata colpita dall'influenza A e contemporaneamente aveva ingerito del tritolo. questa rappresenta per me la soglia minima tollerabile di complicazioni, in caso contrario trovo il panico più che giustificato. perché se le complicazioni sono "problemi respiratori", cazzo, io li ho. ho dei fottutissimi problemi respiratori. ho il raffreddore. ah, il raffreddore non è considerato "problema respiratorio"? beh, allora mettetemelo nero su bianco, altrimenti mi spiegate per quale ragione io debba sempre vivere con la certezza che quel piccolissimo numero percentuale che verrà colpito esizialmente dalla suina non possa in alcun modo essere io? chi sono io per non avere paura? ma soprattutto, chi sono allora questi piccoli numeri percentuali? vivono tra noi o sono stati raccolti in una piccola comunità del wyoming dove vengono quotidianamente sterminati dalle malattie più bizzarre e dagli incidenti più improbabili? no perché questa tranquillità, questa serenità legata alla probabilità e alla statistica io non ce l'ho. quindi o mi spiegate bene come stanno le cose, altrimenti datemi quel fottuto vaccino. ora. blaterato da chamberlain75
nelle categorie complicazioni, vaccino, suina, influenza a alle ore 12:36 | link
| commenti secondo cristian de sica i suoi film con massimo boldi non dovevano essere così deficienti, visto il successo costante di pubblico.
secondo me invece era osmosi. blaterato da chamberlain75
nelle categorie cinema, de sica, boldi, vacanze di natale, cinepanettoni alle ore 16:34 | link
| commenti lo ha rifatto. stavano chiacchierando amabilmente quando all'improvviso il telefono ha cominciato a squillare. il cuore si è ficcato in gola come un palo di frassino, lo stomaco si è accartocciato come una lattina e immediatamente ho capito che la serata sarebbe finita male, perché dall'altra parte del telefono ci sarebbe stato lui.
ha iniziato con le solite moine, sembrava addirittura tranquillo e conciliante, ma è bastato poco perché la sua natura rompesse gli indugi e finalmente esplodesse, scaraventando addosso ai presenti tutta la pesantezza dell'armamentario della giovane marmotta berlusconiana. solo che la giovane marmotta, in questo caso, era il vecchio orso rinchiuso nella caverna. me lo vedo dall'altra parte del telefono con la vestaglia bianca accasciato a trenta centimetri dal tavolo per contenere la pancia, ribollire di rabbia per quello che vede e per quello che sente. "sandro! ci sono persone che parlano male di me in televisione, cazzo, ancora! datemi quel cazzo di telefono!" la telefonata in diretta, con la voce del padrone che irrompe nel silenzio dei presenti è sempre un bell'effettaccio alla brazil. i soldati in silenzio ascoltano ammirati, mentre gli oppositori insofferenti immaginano la cruenza della rivoluzione, il sangue, il giorno in cui tutti staremo meglio, e aspettano pazienti di poter aprire bocca, solo che questa volta la bocca resta misteriosamente chiusa. lui parlava, riempiva quel silenzio con tonnellate di esplosivo senza che nessuno aprisse bocca. ma restava lì, aspettava che qualcuno osasse dire qualcosa per poter fare una bella piazzata, un'altra uscita teatrale, qualcosa che potesse definire "aggressione" e "comunista" e "indegna" e "paese civile". ma gli oppositori cinguettavano, balbettavano, facevano uscire dalla bocca l'anidride carbonica appena sufficiente per la fotosintesi clorofilliana di una pianta di basilico. è in quel momento, ne sono sicuro, che mi sono gettato sulla televisione e ho cominciato a battere i pugni sulla bindi, sulla de gregorio e gridavo "mc fly! mc fly! c'è qualcuno in casaaa?!?", senza ottenere risposta. la casa non era vuota, anzi. la casa era accogliente, arredata e riscaldata. hanno aperto la bocca per fare una domanda e sono riusciti a mettergli lo scaldasonno sul divano, preparargli una bella tisana calda, massaggiargli i piedi e farsi dare dei pezzenti, lasciandogli pure il gusto dell'ultima battuta, con la comunicazione che improvvisamente si interrompe e il silenzio che torna tale, rotto solamente dal tut tut ossessivo del telefono. roba che edoardo avrebbe pianto di commozione per la perfezione dei tempi teatrali. ha ragione. governeranno. per. sempre. blaterato da chamberlain75
nelle categorie politica, berlusconi, ballarò alle ore 10:04 | link
| commenti un presidente di regione che non venga neppure sfiorato dal dubbio che se ci sono persone che per andare a mignotte ci vanno di notte, con i baffi finti, con la macchina del cognato, magari cambiando provincia, un motivo ci deve pur essere, dimostra ancora un volta una sola cosa: le menti più acute di questo paese hanno lavorato in televisione.
blaterato da chamberlain75
nelle categorie trans, regione lazio, marrazzo alle ore 10:11 | link
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